self_improvement Movimento funzionale

Il movimento funzionale privilegia i pattern di movimento utilizzati nella vita reale e nello sport rispetto agli esercizi isolati di singoli muscoli: spingere, tirare, sollevare, abbassarsi, ruotare, portare. Allena queste azioni come unità integrate, sviluppando forza, stabilità, coordinazione e mobilità nel contesto in cui il corpo le usa effettivamente.

  • Storia

    Radici nella preparazione atletica degli anni '80–'90 con Gary Gray e Vern Gambetta. Il punto di svolta: il Functional Movement Screen (FMS) di Gray Cook e Lee Burton nel 1995 — strumento standardizzato di valutazione dei pattern di movimento fondamentali che rese il concetto misurabile e trasferibile alla prevenzione degli infortuni.

  • Curiosità

    Il FMS valuta sette pattern fondamentali e assegna un punteggio 0–3 per ciascuno. Un punteggio totale sotto 14/21 è associato statisticamente a un rischio significativamente più alto di infortuni nei 12 mesi successivi in popolazioni atletiche — trasformando il FMS da strumento correttivo a strumento predittivo del rischio.

  • Come si distingue

    Rispetto al movimento posturale: quello è correttivo e rieducativo; il funzionale include anche performance atletica e forza. Rispetto al Pilates: il Pilates lavora sulla stabilità del core in posizioni controllate; il funzionale trasferisce quella stabilità in movimenti ad alta variabilità. Rispetto alla ginnastica dolce: quella è per popolazioni fragili a bassa intensità; il funzionale ha vocazione verso persone attive.

  • Indicazioni e benefici

    - Sportivi per performance e prevenzione infortuni
    - Rientro all'attività fisica dopo inattività o recupero
    - Transfert reale nella vita quotidiana
    - Adulti over 40 per mantenimento capacità fisiche
    - Post-fisioterapia — trasferisce la stabilità recuperata nei movimenti reali

  • Seduta

    Valutazione FMS o screening informale. Tre fasi: mobilità (liberare range limitati), stabilità (attivare stabilizzatori), forza integrata (movimenti complessi con carico progressivo). Esercizi: squat, stacchi, affondi, rotazioni, carry, spinte, trazioni.
    - Durata: 50–60 minuti
    - Modalità: individuale o piccoli gruppi; con kettlebell, TRX, bande, bilanciere, corpo libero
    - Frequenza consigliata: 2–3 volte a settimana

  • Risultati

    Scoperta di limitazioni di mobilità o debolezze di stabilità non percepite. Con pratica regolare: forza funzionale, migliore coordinazione, riduzione infortuni da overuse.

  • Livello

    Principiante-intermedio. Può iniziare da base molto elementare ed essere progressivamente aumentato fino all'allenamento atletico avanzato.

  • Competenze e abilitazioni

    Scienze motorie SUP/EHSM o preparatore atletico con certificazione specifica (FMS Level 1–2, SFMA, DNS, NASM CES). La certificazione FMS è lo standard di riferimento internazionale più verificabile.

  • Limiti

    - Non indicato in fase acuta di infortuni
    - Non è pratica di recupero o bassa intensità
    - Progressione al carico richiede supervisione qualificata — tecnica scorretta sotto carico accelera l'infortunio
    - Non sostituisce valutazione medico-sportiva per infortuni strutturali

Questa pratica non sostituisce trattamenti medici o psicologici, non fornisce diagnosi e non garantisce risultati specifici. In presenza di sintomi, patologie o condizioni particolari è sempre necessario consultare un medico o un professionista sanitario qualificato.

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